Google Project Fi, arriva la rivoluzione USA per la telefonia mobile

Di , scritto il 10 Marzo 2016

Google Project FiQuando si viaggia, il telefono è uno strumento che rischia di trasformarsi in una spesa notevole, tra roaming e operatori non convenzionati, senza contare la qualità delle chiamate e della connessione che può peggiorare sensibilmente (per fortuna qui su SosTariffe.it si possono trovare le offerte mobili più convenienti anche per quanto riguarda le tariffe internazionali).

Google da tempo ha messo gli occhi su questo problema, ideando un sistema innovativo per risolverlo. Esce infatti in questi giorni dal meccanismo a invito Project Fi, il servizio di Mountain View per telefonia e traffico mobile già svelato l’aprile dell’anno scorso, e rivolto solamente agli utilizzatori di Nexus 6P, 5X e 6. In questo modo Google ufficialmente diventa un full MVNO, cioè operatore virtuale di rete mobile.

Il funzionamento è in apparenza molto semplice ed economico: con un abbonamento di 20 dollari al mese, gli utenti USA potranno, in modo totalmente automatico, sfruttare gli hotspot wireless sparsi per città e paesi per chiamate WiFi, e quando non c’è un hotspot disponibile il sistema passa automaticamente alle due rete di backup, Sprint e T-Mobile. Le telefonate e i messaggi di testo sono illimitati.

Le chiamate in WiFi sono in genere di buona qualità, anche se qualche utente ha lamentato ritardi quando il segnale non è abbastanza forte (si tratta del resto di un progetto ancora in beta). Con il backup delle due compagnie telefoniche, però, il problema potrebbe essere risolvibile senza che l’utente debba fare nulla.

In questo modo in maniera fluida si è sempre collegati con la miglior rete disponibile, con uno switch continuo dovuto a un’integrazione tra hardware, software e rete che quindi deve sfruttare per forza telefonini di ultima generazione come i Nexus, anche grazie a una SIM card speciale che supporta l’accesso a più reti.

Addio alla ricerca frenetica degli operatori “giusti”, insomma, nonché alle connessioni di scarsa qualità. Non solo: chi ha la nuova SIM potrà collegarsi e navigare anche in 120 Paesi del mondo a una velocità tutto sommato accettabile di 256 Kbps senza i costi di roaming, pagando 10 dollari a GB, esattamente come negli USA, con una logica pay per use (cioè, se si consumano meno di 10 GB alla fine del mese, si ha un rimborso diretto). In più il numero di telefono risiede sul cloud, quindi può essere utilizzato da qualsiasi dispositivo: non solo smartphone ma anche tablet e perfino laptop, grazie allo sfruttamento della rete WiFi.

Anche se l’iniziativa per ora riguarda solo il mercato degli Stati Uniti, l’idea di Google è estendere questa tecnologia – che si preannuncia rivoluzionaria – a tutto il pianeta. Lo scoglio da superare sarà quello dei carrier internazionali, perché se non accetteranno il piano di Google lasceranno il colosso di Page e Brin con l’unica alternativa di sviluppare un network planetario da solo. Risorse e competenze non mancano, e la sfida per il mobile del futuro sembra essere già iniziata.



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