Ecco il piano banda larga di Enel Energia

Di , scritto il 24 Marzo 2016

banda larga enel energiaEnel entra nell’agone della banda larga con il suo piano Open Fiber per la fibra ottica (wholesale only) con tecnologia FTTH, cioè Fiber to the home, direttamente fino al domicilio del cliente (per confrontare le diverse offerte per la fibra ottica con questa tecnologia basta controllarle per SosTariffe.it).

Il piano arriverà a coprire ben 224 città italiane e sarà articolato in varie fasi, con 2,5 miliardi di euro di investimenti stanziati per lo sviluppo della rete.

Le città italiane del piano Enel Open Fiber appartengono alle cosiddette aree a successo di mercato, e la prima fase del piano dovrebbe arrivare a coprire 7,5 milioni di case, con un contributo che nelle intenzioni dovrebbe essere decisivo per l’Agenda Digitale Europea e per colmare il ritardo cronico del Paese nella banda ultralarga.

Per il progetto Enel si avvale dell’accordo commerciale (ma senza alcun coinvolgimento finanziario, come precisa l’ad e direttore generale del gruppo Francesco Starace) con Wind e Vodafone, ma sono aperti i tavoli anche con Telecom e Fastweb. Enel Open Fiber non prevede partecipazione del capitale da parte degli operatori e rimane quindi aperta a investitori e a fondi infrastrutturali; nuovi dettagli sui primi cluster di città, è stato comunicato durante la conference call che ha approvato i risultati 2015, verranno precisati in seguito. Il progetto, ha sottolineato Enel, «agirà come operatore wholesale only, ossia come soggetto operante esclusivamente nel mercato all’ingrosso, che realizza l’infrastruttura per altri operatori autorizzati».

Sempre secondo quanto ricordato a margine della conference call relativa ai risultati del gruppo, il ritorno sull’investimento di Enel Open Fiber dovrebbe essere nella parte alta di una percentuale a una cifra o nella parte bassa di una a due cifre: in altre parole intorno al 10%, con un po’ di margine, un risultato che è stato definito «molto interessante» per Enel. Per quanto riguarda invece le aree a fallimento di mercato, qui Enel Open Fiber parteciperà alle gare per la gestione del servizio, una volta indette. Solo gestione, però, perché secondo le parole dell’ad «Enel Open Fiber non investirà un euro nella realizzazione della infrastruttura ma parteciperà alle gare per la gestione, lo sviluppo e la manutenzione della rete in fibra». In 3 o 4 anni Enel Open Fiber dovrebbe produrre un ebitda di circa 250 milioni di euro.

Starace ha anche ricordato che «la definizione del piano strategico di Enel open fiber è un importante passo avanti per la realizzazione degli obiettivi previsti dall’agenda digitale europea e dalla strategia italiana per la banda ultralarga. Passare la fibra attraverso la nostra rete elettrica, che arriva nelle aziende e nelle case di 32 milioni di italiani, consente una copertura capillare del territorio nazionale a costi competitivi, creando valore per Enel e per tutti gli operatori che vorranno usufruire di questa nuova importante infrastruttura».

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