Chi si aggiudicherà le infrastrutture di Wind e 3?

Di , scritto il 25 Maggio 2016

infrastrutture-di-Wind-e-3La fusione tra Wind e 3 Italia annunciata qualche mese fa ma che ancora deve essere approvata dall’Unione Europea (il verdetto è atteso per il mese di agosto) provocherà, nel mondo delle telco, un vero e proprio terremoto, che rischia di sconvolgere i rapporti di forza all’interno del mercato nazionale. Il nuovo soggetto balzerebbe infatti in cima all’elenco dei principali operatori del settore, sorpassando in un colpo solo sia Vodafone che TIM e offrendo sicuramente nuove opportunità anche per gli utenti (nel frattempo, chi cerca le migliori offerte per telefonia mobile le può trovare su SosTariffe.it).

Ecco perché proprio per sperare di ottenere il semaforo verde da parte della Commissione Europea il nuovo soggetto dovrà fare in modo di fugare tutti i dubbi di pericolo, se non di monopolio, di drastica riduzione della concorrenza sul mercato italiano. Il primo passo è appunto la rinuncia a una concentrazione eccessiva di infrastrutture e frequenze, da cedere a un quarto operatore per tempo, in modo da dimostrare all’Unione Europea la volontà di operare in un mercato pienamente concorrenziale alienando le eccedenze. Un caso emblematico è proprio quello delle frequenze. Durante l’ultima asta del 2011, 3 riuscì ad aggiudicarsi complessivamente 1 blocco sulle 1800 Mhz, 2 blocchi sulle 2600 e tutto lo spettro sulle 2600 TDD, mentre Wind ottenne 2 blocchi da 5 Mhz sulle 800 Mhz e 4 blocchi sulle 2600 Mhz. Il tutto senza considerare le frequenze già in portafoglio tra le diverse telco. Insieme, il nuovo soggetto avrebbe in altre parole troppa banda, e un discorso analogo si può fare anche per le torri e le altre infrastrutture fisiche.

Quello che manca, però, è la definizione di questo quarto soggetto a cui cedere le attività in eccesso, e che non può essere né TIM né Vodafone. Secondo la stampa, ci sono stati cinque operatori interpellati: Fastweb, Tiscali, Sky, Iliad e Transatel. Ma secondo CorCom, solo Fastweb e Tiscali hanno avviato negli ultimi giorni veri e propri colloqui con Hutchison Whampoa, che controlla 3, e Vimpelcom, la controllante di Wind. Sky, infatti, entrerebbe in un territorio completamente sconosciuto, e certo non con un investimento di poco conto, mentre Transatel ha negato l’interesse all’acquisizione delle infrastrutture di Wind e di 3 per i propri piani. Di sicuro c’è da notare che l’eventuale cessione a un quarto soggetto ancora non presente nel campo della telefonia mobile in maniera massiccia (malgrado sia Fastweb che Tiscali abbiano esperienza nel settore, ma solo come operatori virtuali, basati rispettivamente proprio sulle reti di 3 e di TIM) azzererebbe la semplificazione tanto auspicata del mercato telco italiano, che da 4 operatori, con la fusione tra Wind e 3, sarebbe dovuta passare a uno scenario con solo 3 soggetti. Insomma, il rischio è che, in modo quasi gattopardesco, cambi tutto affinché non cambi niente, ma con il nuovo soggetto derivato dalla fusione in posizione di dominio. Un bel puzzle la cui soluzione arriverà solo nei prossimi mesi.

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