Fibra ottica, gli italiani la snobbano?

Di , scritto il 05 Maggio 2016

Fibra otticaBanda larga, ultralarga, velocità di connessione altissime: sì, ma a che cosa servono? Sembra essere questo l’interrogativo degli italiani a giudicare i nuovi dati sulla penetrazione della fibra ottica, che mostrano un tasso d’adozione basso in modo preoccupante, anche in quei territori dove la fibra è disponibile. Un problema serio, dovuto da una parte al ritardo con cui  vengono offerti contenuti per cui è necessaria molta banda, dall’altra alle abitudini di una consistente fetta della popolazione che dimostra scarso interesse per le potenzialità della Rete (soltanto una persona su due va su Internet almeno una volta al mese).

E dire che i prezzi della fibra ottica ormai sono veramente bassi, e la maggior parte dei provider pratica lo stesso prezzo dell’ADSL per il primo anno e un canone aggiuntivo di 5 euro per il secondo (su SosTariffe.it si possono trovare le tariffe migliori per la fibra ottica). Per quanto riguarda le prestazioni, la velocità arriva ormai a essere anche 20 volte superiore a una normale ADSL (è il caso di Super Fibra Family di Vodafone nelle città di Milano, Torino e Bologna, fino a 500 Mega).

Vediamo i numeri. Solo una famiglia su dieci, infatti, è abbonata alla fibra ottica; secondo un’indagine di Repubblica, l’11% per TIM e il 10% per Fastweb.

Una situazione quasi paradossale e molto amara per un Paese che ha cominciato a impegnarsi convintamente per far sì che più persone possibile possano collegarsi ad alta velocità, tanto che ormai il 50% della popolazione ha la fibra a disposizione, considerando tutte le reti fibra (a fronte di un 70% medio europeo, ma solo 3 anni fa in Italia la copertura era di un misero 20%). E se è vero che gli abbonati alla fibra ottica dei vari operatori in grado di offrirla oggi (TIM, Fastweb, Vodafone, chi si basa su Metroweb come Infostrada a Milano) stanno crescendo, questo avanzamento è lento, circa 200.000 abbonati ogni 3 mesi.

Difficile spiegare con precisione i motivi. Tra le cause, un’offerta spezzettata per il servizio dove la necessità della banda ultralarga è più evidente, ovvero lo streaming tv ad alta e altissima definizione, con gli utenti indecisi se valga la pena o no di affrontare le lacune divise tra Netflix, Sky Online, Infinity e così via, posto che abbonarsi a tutti quanti i servizi sarebbe troppo oneroso. Una delle soluzioni, secondo Fastweb, potrebbe essere quella di avere incentivi per sviluppare l’offerta on demand di video sulla fibra: «servono incentivi fiscali per lo sviluppo di offerte video on demand su larga banda, come in Francia. Bisogna accelerare la liberazione delle frequenze in banda 700 Mhz, attualmente occupate da operatori televisivi. Ciò comporterà lo spostamento dei contenuti televisivi su reti fibra». Dal canto suo, il Governo pensa da tempo a voucher per stimolare l’acquisto di abbonamenti alla fibra ottica. L’impressione, però, è che il cambiamento debba essere ancora una volta soprattutto culturale.


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