Come scegliere un hotspot mobile che non deluda

Di , scritto il 18 Luglio 2014

mobile-hotspot-4g-e5372Perfino in un paese sempre tecnologicamente arretrato come l’Italia, la connettività senza fili sta facendo passi da gigante. Si pensi che soltanto 3 anni esistevano circa 5000 hotspot nel nostro Paese. Un anno fa erano più del doppio e il 64% di questi gratuiti.

Grazie agli hotspot portatili e a quelli fissi (ma accessibili al pubblico), oggi come oggi è possibile collegarsi Internet quasi ovunque ci si trovi. E sarebbe strano il contrario, perché è sempre più alto il numero di persone che dispone di laptop, smartphone e tablet che porta con sé ovunque: al lavoro, all’università, in vacanza, sui mezzi di trasporto nei tragitti da pendolare.

Sempre più apprezzati sono gli hotspot mobili,, che generano una connessione senza fili mobile mediante una scheda SIM, come un piccolo router portatile e ai quali si possono collegare dispositivi con qualunque sistema operativo (Android o iOS).

Ma supponiamo di dover decidere tra vari tipi di dispositivi per il wi-fi mobile. Quali sono i consigli per ritrovarsi soddisfatti? Eccoli riassunte in breve, anche per i profani di queste tecnologie, domande e risposte legittime.

* Tenere in considerazione un’importante variabile: quanti device devono potersi connettere a questo hotspot? Talvolta scegliere un apparecchio di dimensioni contenute – diciamo, che stia nel palmo di una mano – ha dei vantaggi solo apparenti, perché consentirà una connessione simultanea di un esiguo numero di apparecchi.

* Prevediamo di avere bisogno di velocità elevata di trasmissione di dati? Questo è importante perché alcuni hotspot mobili possono viaggiare su due velocità, altri ne supportano una soltanto (ovvero, quella più elevata). I primi riusciranno sempre ad adattarsi utilizzando la velocità più alta disponibile in base alle celle della zona, mentre i secondi non riescono a stabilire una connessione con le celle a bassa velocità. Il che può costituire un ovvio problema.

* Si prevedono interferenze con altri wi-fi? In questo caso, occorre verificare che l’hotspot abbia anche una porta Ethernet (talvolta assente nei modelli più piccoli), che spesso costituisce un modo semplice ed efficace per aggirare il problema dell’interferenza quando ci si trova in un luogo chiuso, semplicemente usando una connessione mediante filo.

* Tenere presente anche la flessibilità potenziale dell’hotspot che, quando si è in movimento, dovrebbe riuscire a spostarsi da una cella all’altra senza mai perdere il segnale. Tra le funzionalità aggiuntive ce ne sono che risultano utilissime e presenti solo in alcuni modelli: la prima è quella che consente di collegare all’hotspot una piccola antenna esterna che potenzia il segnale. La seconda è quella grazie alla quale in una zona coperta da un altro wi-fi gratuito, il ripetitore integrato nel nostro hotspot si sintonizza automaticamente con quello del luogo e ci fa risparmiare.

* Valutare l’eventuale utilizzo dell’hotspot in viaggi all’estero: alcuni device sono in grado di fare roaming coprendo tutte le frequenze esistenti nel mondo (o quasi) e altri no. A questo proposito, conviene sempre informarsi prima sui costi del roaming, per non avere amare sorprese.

* Utilizzare l’hotspot in maniera intelligente per non consumare troppa banda e incorrere in superamenti della quota prevista dal proprio piano tariffario – che a seconda dei casi può portare a spese aggiuntive o a un vero e proprio blocco del servizio per un certo periodo di tempo.


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